Matteo Vigotti

Novecento

via Spadari, 9
20123, Milano
+39.02.8023161

 

Un po’ eccentrico, un po’ snobbato, di certo esageratamente sottovalutato: Matteo Vigotti, già chef e patron dello stellato Novecento di Meina, è capace di incarnare appieno lo spirito delle ultime edizioni del congresso di IG, basato sul ritorno alla semplicità. E' un uomo capace di invertire talvolta la rotta del proprio percorso professionale, in certi casi facendo un passo indietro, ma sempre investendo su se stesso, con un concetto chiaro impresso nella mente: sono le materie prime, da lui maniacalmente selezionate, a dover parlare da sole esprimendo il linguaggio del gusto a tutto tondo, “soltanto” studiate, assemblate ed esaltate da chi sta ai fornelli.

E così, dopo un inizio coraggiosamente provato con tecniche innovative, creatività talvolta all’eccesso e sferificazioni a tutto gas, ecco il ritorno a una cucina concettualmente più incentrata sull’appagamento del palato, evitando fronzoli e orpelli a volte un po’ troppo (per sua stessa ammissione) ostentati, però di gran classe e sempre più creativa che tradizionale.

E non è un caso che scambiando qualche battuta ai tavoli del moderno locale a due passi dal lungolago, capiti di sentire Matteo entusiasmarsi nel raccontare sia del suo estasiante risotto “mare e monti” (senza pesce, ma con alghe orientali e mediterranee, e funghi cinesi) che di un rassicurante piatto di spaghetti al pomodoro, purché la pasta sia di uno dei migliori pastifici artigianali d’Italia e il pomodoro coltivato secondo i più sani crismi dell’agricoltura stagionale ed eco-compatibile. E il cerchio si chiude sempre sulla qualità delle materie prime, un dettaglio non da poco, soprattutto ora che cucina da Peck a Milano.

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Luca Ripellino